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Bella gita escursionistica, senza difficoltà, da potere essere affrontata da tutti con un minimo allenamento e senza equipaggiamento particolare. Basta ricordare che si superano i 2000 m. di quota e sono sempre possibili improvvisi mutamenti di tempo con notevoli sbalzi di temperatura e temporali improvvisi.
Si arriva a Petit Pra in auto, percorrendo la comoda strada comunale del versante sinistro di Lillianes, verso il cantone del Colliour, più conosciuto con il nome di S.ta Margherita, nome derivante dalla cappella, del XVI secolo, dedicata alla Santa omonima, che si festeggia il 20 luglio.
Al bivio, che porta alla cappella, si prende a sinistra, verso il rifugio Monbarone, e si passa nei pressi di un oratorio di recente costruzione, dedicato a St. Défendent, antico patrono della Parrocchia, dove è consigliata una sosta, magari durante la discesa, perché posto su una balconata dalla quale si ha un panorama stupendo su tutto il paese e la bassa valle del Lys.
Lasciata la macchina al fresco del Petit Pra, si inizia la salita verso il colle, costeggiando la riva sinistra del torrente Giassit, lungo un sentiero ben segnato e recentemente ripulito, che si snoda in mezzo ad arbusti e prati, toccando le località di Pian da Rouza, Larpit, Le Stret fino ai Giassit.
Percorsa tutta la conca dei Giassit, si arriva al colle omonimo (2026 m), dove vi è una massiccia croce in legno, eretta dai valligiani nel 1954.
Dall' altra parte del colle si può ammirare la conca di Béchéra e, verso il basso, il vallone di Trovinasse nel comuni di Settimo Vittone. Di fronte si erge la colma di Monbarone (2371 m) con il rifugio omonimo e la statua del Redentore, rimessa nuova nel 1992; di fianco, sulla sinistra, vi è la Punta Tre Vescovi (2347 m), punto di incontro delle diocesi Aosta, Ivrea e Biella e, ancora a sinistra, si vede il Colle della Lace. Il panorama continua con, quasi sopra la testa, il Monte Roux (2318 m), dal quale parte la cresta che porta al Monte Béchit (2320 m), poi al colle Carisey (2132m) ed al rifugio D.A. Coda, ai piedi del Monte Mars, che con i suoi 2600 m è la montagna più alta della zona.
Dopo un momento di riposo, ripristinate delle energie, conviene ripartire verso la meta, lungo il sentiero che costeggia tutta la conca di Béchéra, in leggera salita, poi, dopo un tratto in leggera discesa, dove si congiunge il sentiero proveniente da Trovinasse o dal Maletto, si attacca la breve ma ripida salita finale, che porta al Colle della Lace. Poche centinaia di metri oltre il colle vi è l'alpeggio omonimo, di proprietà del Comune di Lillianes.
Il colle della Lace è attraversato dalla "Grande Attraversata delle Alpi". La GTA entra in territorio biellese, facendo tappa al Rifugio Coda, per proseguire verso Oropa, Piedicavallo, il colle di Maccagno e quindi in Valsesia. Dal colle si può ammirare la Valle dell' Elvo, torrente che nasce dal Monte Mars, attraversa alcuni paesi biellesi, tra i quali Sordevolo e confluisce nel Sesia.
Per il ritorno è consigliabile seguire la stessa via per non allontanarsi troppo dal luogo dove si sono lasciate le automobili.

Per escursionisti più provetti, ben equipaggiati, che non soffrono di vertigini, dal Colle della Lace è possibile proseguire versola Punta Tre Vescovi, così chiamata perché è il punto di incontro del territorio di tre diocesi: Aosta, Ivrea e Biella. E' un percorso attraverso un pendio scosceso con pietraie, falsopiani e passaggi che presentano alcune difficoltà da affrontare con prudenza.
Dalla Punta Tre Vescovi si può ammirare un ampio panorama sulle Alpi Biellesi con il Monbarone, monte Mucrone, monte Camino…
Il tempo necessario, tra andata e ritorno è di circa un' ora e mezzo.




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